La montagna di Polino

La zona di Polino- Colle Bertone è situata all'estremo Sud-Orientale della provincia di Terni.
La morfologia del luogo è tipicamente montana,con dorsali e vallecole caratterizzate da pronunciate incisioni fluviali.
Nel settore meridionale si hanno allineati in direzione NORD/EST- SUD/OVEST, il Monte La Pelosa (1635 m s.l.m.) e il Monte Torrinara(1308m s.l.m.),il Monte Coscerno e il Monte Aspra.
Nel settore NORD/EST tra la località Colle Bertone e Salto del Cieco, la morfologia diviene quella di un altopiano posto alla quota media di 1200m. s.l.m. costituita da blandi rilievi.
Da un punto di vista geologico il territorio è caratterizzato dalla presenza di rocce calcaree di origine marina sedimentatesi prevalentemente in ambiente di mare aperto e profondo.
Queste litologie sono di età dal Triassico( 240 milioni di anni) al Miocene (5,2 milioni di anni) e sono costituite da calcari,calcari marnosi, e marne( roccia calcarea + argilla),ben stratificati e ricche di fossili.

 

Fossili

Le rocce presenti nei dintorni di polino sono ricche di fossili e appartengono alla famosa serie Umbro-Marchigiana.
Queste rocce sono composte da,partendo dalla base,Calcare Massiccio,Corniola,Calcari Marnosi rossi (Rosso ammonitico),Diaspri, Marne ad aptici, Maiolica e abbracciano tutto il periodo Giurassico.
Le rocce iniziano a deporsi nel Mesozoico ed in particolare nel Triassico con la deposizione delle evaporiti che tra l'altro non affiorano in questa zona ma sono state rinvenute in perforazione.
A queste segue nel Giurassico, la deposizione del Calcare Massiccio e di tutte le altre formazioni rocciose che si possono seguire in chiara successione lungo la strada provinciale che porta dal bivio sulla statale Valnerina fino al paese di Polino.
Gli affioramenti più fossiliferi sono i famosi calcari marnosi rossi definiti nella letteratura geologica con il nome di Rosso ammonitici a causa del loro più diffuso colore e per il grandissimo numero di fossili(Ammoniti) che si possono rinvenire in questa formazione.
Da uno studio effettuato dall'Università di Roma (Pallini e Nicosia 1977) sulle Ammoniti, la sezione è stata suddivisa in quattro zone principali. Tale sezione, la cui età corrisponde al piano Toarciano (circa 180 milioni di anni fa), ha uno spessore di circa 18 metri e comprende:
1) zona a Dactylioceras semicoelatum
zona a Harpoceras falcifer

Queste due zone, per la difficoltà di individuazione di un limite fra le stesse sono state definite: unnamed zone.
2)      zona a Hildoceras bifrons
3)      zona a Phymatoceras erbaense
4)      zona a Dumortieria meneghini

Il numero di specie di Ammoniti che si rinvengono in questi strati è molto alto.
Il motivo per cui sono state scelte le specie elencate invece che altre,dipende dalla loro presenza in percentuale.
Nel Rosso ammonitico oltre alle Ammoniti si rinvengono anche delle bioturbazioni consistenti in tane di vermi riempite di sedimento e presentantisi quindi in tubuli più o meno allungati. Questi strati si possono facilmente osservare nel tratto di strada che dal paese di Polino porta verso Colle Bertone.
A Colle Bertone, sulla destra del piccolo impianto di risalita si possono rinvenire, in un affioramento di rocce definite encriniti, dei resti di crinoidi, impropriamente detti gigli di mare per la loro conformazione esterna consistente in un lungo gambo che sorregge un calice. Di questi, si rinvengono gli articoli smembrati che compongono il gambo stesso.
Nelle stesse rocce si rinvengono, sparsi, anche radioli di Echinodermi che costituiscono ciò che rimane delle spine dei ricci di mare che, dopo la morte, si staccano dal corpo principale dell'organismo.
Sempre nelle encriniti si possono trovare alcune rinconellidi che sono dei molluschi bivalvi di ambiente neritico, cioè viventi in ambiente marino da 0 a circa 200 m di profondità.
Le ammoniti si possono rinvenire anche nella formazione della Corniola, stratigraficamente superiore al Rosso ammonitico.


I Prodotti tipici

La cucina locale è basata fondamentalmente sui prodotti del bosco,dell'agricoltura e della pastorizia e ciò le conferisce il suo genuino carattere popolare.
Alla base della cucina troviamo tartufo, funghi, frutti di bosco, legumi, carne bovina, suina e capro-ovina; pecorini e cacciagione...per arrivare ai dolci tipici locali come i mostaccioli in occasione delle festività natalizie o le ciambelle salate all'anice in occasione dei festeggiamenti in onore di S. Antonio.
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