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Storia

"Non c'è uomo più completo di colui che ha viaggiato, che ha cambiato venti volte la forma del suo pensiero e della sua vita."
Alphonse de Lamartine


Benvenuti in un terra di silenzi e di emozioni, di arte e di colori, di sapori unici e di riti ancestrali.
Il viaggiatore che per scelta o per caso arriva in questo piccolo angolo di Umbria e si ferma a scoprire la storia di queste terre può davvero entrare in connessione con il genius loci del luogo, assaporando le narrazioni di storie lontane, ascoltando leggende e rivivendo antiche tradizioni.
Un invito ad usare la lente dei cinque sensi, che lascia da parte i "luoghi comuni" per cogliere la complessità: una terra che non offre itinerari prestabiliti, ma suggestioni e racconti per andare alla ricerca di dettagli, di personaggi e del folklore dal sapore antico.
Perdersi tra vicoli, piccole piazze, chiese sapientemente affrescate e colline sinuosamente disegnate assaporando il tempo, i rituali e i silenzi di questi piccoli borghi non è solo un viaggio attraverso il tempo ma vuol essere quindi anche un viaggio attraverso lo spazio e attraverso sè stessi. Chi decide di fermarsi qui si può perdere alla ricerca di orizzonti azzurini, può assaporare olii sapientemente prodotti e gustare il profumo del vino di queste colline. Senza fretta, immergendosi in una dimensione senza tempo. A ciascuno il piacere di inventare la propria storia...tra castelli, abbazie e paesaggi dai dolci declivi: questa piccola porzione di Umbria merita più che una visita frettolosa.

Alla scoperta di Gualdo Cattaneo: una rocca, un bosco e tanti castelli

"In mezzo ad un fitto bosco, un castello dava rifugio a quanti la notte aveva sorpreso in viaggio: cavalieri e dame, cortei reali e semplici viandanti. Passai per un ponte levatoio sconnesso..."

Italo Calvino

Immaginiamo una valle impervia attraversata da un fiume, fitti boschi che ricoprono le colline circostanti, e arroccati sulle alture, quasi nascosti dalla vegetazione, tanti borghi fortificati racchiusi nelle loro alte mura. Sentinelle di un mondo, quello medioevale, fatto di pericoli e di insidie. Piccoli microcosmi, un tempo pulsanti di vita e oggi addormentati in un sonno malinconico, rimangono a vegliare i boschi e le valli, raccontando un passato di lotte, di tradizioni e di piccole cose. Un vero viaggio, quello che ci offre il territorio di Gualdo Cattaneo, alla ricerca di storie dal fascino antico: storie cortesi, di cavalieri erranti e di dame, di boschi labirintici e di peripezie, storie di assedi e disfatte. Tutto un mondo, di simboli, di tradizioni e rituali rivive ancora oggi nei vicoli, nelle piazzette, negli angoli nascosti di questi castelli che offrono al visitatore l'occasione per assaporare un angolo di Umbria, defilato dalle mete turistiche più famose, ma ricco di fascino e di sapori!
Una vera e propria corona di piccoli castrum, a difesa del territorio attende di essere scoperta; le loro storie si mescoleranno in un vero e proprio saldi scendi tra colline di boschi, oliveti e vigneti.
La domanda sorge spontanea: perché cosi tanti castelli, in un territorio cosi piccolo? La risposta si può trovare nella collocazione geografica particolarmente strategica di queste colline, poste tra la valle spoletana e la valle del Tevere. Un vero e proprio sistema di difesa, unico nel suo genere, che rende questa zona dell'Umbria davvero originale!
Il nostro percorso di scoperta inizia proprio dal borgo di Gualdo Cattaneo, affacciato in posizione panoramica tra i torrenti Puglia ed Attone; si stringe ancora oggi con la sua forma urbanistica a chiocciola e i suoi pittoreschi vicoli, intorno alla possente rocca, che domina il borgo con la sua singolare forma triangolare.
Il nome, dal sassone wald, conserva in sé l'antica peculiarità del territorio che un tempo era appunto ricco di boschi. Il castello fu fondato probabilmente su un preesistente oppidum romano, messo a controllo della sottostante Via Flaminia Vetus, tra le vallate del Tevere e del Clitunno. Le sue origini si legano al periodo longobardo, come dimostrano alcuni toponimi ed iscrizioni; secondo queste fonti Ottone II di Sassonia diede in gestione queste terre al conte germanico Edoardo Cattaneo che nel 975 d.C. fondò il castello; in tutta la documentazione di epoca preunitaria, infatti, la città è citata come Castrum Gualdi Captaneorum.
La cittadina, grazie alla sua posizione geografica strategica, ebbe, nel corso dei secoli, notevole importanza. Parte fondamentale di un sistema di fortificazioni che si sviluppava ad oriente del castello di Gualdo Cattaneo, all'interno di un territorio storicamente di frontiera fra le terre di Todi, Foligno e Perugia. Le vicende di Gualdo si legano a quelle di altri comuni limitrofi come Todi e Foligno, in un continuo avvicendarsi di contese e scontri per i territori circostanti. Famiglie e personaggi famosi intrecciano le loro storie a questo piccolo castrum, proprio in virtù della sua posizione strategica. Da Federico Barbarossa al quale il borgo fu concesso insieme ai comuni di Montefalco e Bevagna, nel 1177; ai Conti di Antignano che lo conquistarono nel 1216 a Papa Gregorio IX, che lo acquistò nel 1235, fino al dominio della famiglia Trinci di Foligno che lo comprò per 4000 ducati dal famigerato capitano di ventura Braccio Fortebracci. Un vero intrigo di contese, potere e assalti ...fino ad arrivare al Rinascimento, quando nel 1493 Papa Alessandro VI Borgia cedette la cittadina in amministrazione a Foligno, che nello stesso anno, volendo fortificarla, decise di costruirvi una possente rocca.
Ed è proprio da qui che vogliamo iniziare la nostra visita...dalla vera protagonista di Gualdo Cattaneo: la Rocca Borgia che fa bella mostra di sé con la sua elegante austerità catturando lo sguardo di chi arriva fin quassù.